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Siamo Campioni d’Italia di pallapugno. Una bella storia di uomini e di sport

E’ sabato 27 ottobre, piove a Cuneo, ma con l’acqua che scende dal cielo, alle 17.11 festeggia dentro lo Sferisterio Francesco Capello l’Acqua S.Bernardo Ubi Banca Cuneo, campione d’Italia 2018 di pallapugno. La vittoria arriva sull’11-5 contro la Tealdo Scotta Alta Langa, già battuta fuoricasa 9-11 in rimonta.

Noi di Acqua S.Bernardo siamo da sempre innamorati del territorio e delle sue storie. Così questa storia che vi raccontiamo oggi, con il più bel finale che ci possa essere, riguarda gli uomini di una disciplina antica come il pallone elastico, dal 2001 definito solo come pallapugno, che coinvolge migliaia di praticanti e decine di migliaia di tifosi in sfide che vanno al di là del tempo.

Il gioco del “balòn” come lo si chiama in piemontese e in ligure, dà vita dal 1912 a un campionato italiano. I giocatori di serie A sono professionisti o semiprofessionisti. Il fulcro della disciplina è proprio tra Ponente ligure e Basso Piemonte, dove tutti sono tifosi e in tanti hanno praticato tra la scuola, gli oratori e le piazze questa disciplina o i suoi derivati, come la pantalera. In altre parti d’Italia resistono invece il gioco del pallone con il bracciale, la palla eh! o palla 21, la pelota basca o la baleta (che si giocava in Lombardia, nelle valli del Lecchese).

Federico Raviola

Hanno raccontato la pallapugno scrittori celebri quali Edmondo De Amicis e Cesare Pavese, Giovanni Arpino e Beppe Fenoglio. Franco Piccinelli, altra nota penna piemontese, è stato pure presidente della Fipap (Federazione italiana palla a pugno) e presidente onorario fino alla sua scomparsa, nel 2014.

La pallapugno, storia di sport e di grandi uomini, giovani e meno giovani. La vittoria dello scudetto 2018 dell’Acqua S.Bernardo Ubi Banca Cuneo ha la firma di un giovane capitano, Federico “Fede” Raviola, 25 anni, laurea in Scienze motorie. “La Stampa”, principale quotidiano piemontese, lo ha definito “L’uomo nuovo del balòn” celebrando il suo personale “doblete” con campionato e Coppa Italia. Dietro un grande giovane uomo, di solito, ci sono una grande famiglia e un grande papà, e così è anche per Federico, con Ezio Raviola, dirigente, imprenditore, appassionato e anche un vero amico di Acqua S.Bernardo. E’ merito suo se la nostra acqua è tornata in modo così importante a sostenere la pallapugno. Una passione che ha subito contagiato il nostro direttore generale, Antonio Biella, e non solo lui.

Ad aiutare Federico Raviola, capitano e battitore, figura chiave nella squadra di quattro elementi (quadretta), nella stagione appena conclusa è arrivato un monumento di questo sport, Paolo Danna. Danna ha 41 anni, aveva già vinto 4 scudetti dal 2004 al 2010 da battitore, i primi due proprio per la Subalcuneo. Nel settembre 2015 aveva annunciato il suo addio al pallone, che aveva così salutato, a malincuore, uno dei suoi più grandi fuoriclasse. Questa è una storia di sport e di grandi uomini, ve lo abbiamo anticipato. Un anno dopo Danna prova a rimettersi in gioco, scende in serie B nel San Biagio, che guarda caso, sulle maglie ha sempre la nostra Acqua S.Bernardo.

La stagione in realtà non va affatto bene. Un anno difficile il 2017, in cui Danna deve salutare anche suo padre, Beppe Danna, grande appassionato di pallapugno, che negli anni Ottanta contribuì alla nascita della Pallonistica Monregalese. Al bivio tra risalutare, questa volta definitivamente la pallapugno o rigettarsi nella mischia, Danna sceglie la seconda ipotesi, ovvero quella di fare da “spalla”, da “centrale” nell’Acqua S.Bernardo Ubi Banca Cuneo di Federico Raviola.

Scelta migliore della dirigenza e del direttore tecnico Giuliano Bellanti, uno che a Cuneo ha vinto tre scudetti consecutivi da capitano (1998, 1999 e 2000) non poteva esserci. Con Raviola e Danna ci sono, a completare la quadretta in ruoli altrettanto chiave, Enrico Rinaldi (al secondo scudetto) e Gabriele Re. Altri due grandi uomini? Certo che sì. Come li ha definiti subito dopo la gara proprio Bellanti. “Questa è una vittoria di persone pulite e trasparenti che hanno giocato con il cuore”. Puliti, trasparenti e leggeri come la nostra Acqua S.Bernardo.

Da sinistra, Giuliano Bellanti, Federico Raviola e Paolo Danna

Dopo tredici anni, la Pallonistica Subalcuneo torna sul tetto d’Italia e può dipingere lo scudetto (si usa così nella pallapugno) sul muro del suo sferisterio. Stadio dedicato a Francesco Capello, altra grande persona, presidente della Subalcuneo per oltre 15 anni, scomparso otto anni fa nel novembre del 2010. Imprenditore e mecenate, portò cinque scudetti a Cuneo, quelli firmati da Bellanti e Danna. Sia Federico Raviola sia l’attuale presidente, Agostino Toscano, hanno pensato subito a Capello dopo la vittoria.

Da destra, Edoardo Biella, Ezio Raviola, Marco Corti e Antonio Biella

Ancora complimenti campioni biancorossi, complimenti e grazie a tutti i tifosi di questo sport. E infine grazie anche a chi ha letto fino a qui questa breve storia di grandi uomini di sport e ora forse sa qualcosa di più della pallapugno, delle sue sfide e delle sue passioni, consumate su una striscia di terra battuta lunga 90 metri e larga 16. Difronte due quadrette. Il battitore ha il pugno fasciato da metri di stoffa e da un pezzo di cuoio. E’ già pronto a colpire quel pallone bianco. Ma questa è un’altra storia…